As if on an ocean

Negli ultimi giorni sono andata a camminare tre volte al fiume e siccome sono nostalgica mi sono messa a pensare a tutti i fiumi lungo cui ho camminato, e a quelli che si sono visti passare davanti momenti chiave della mia vita.

Quando Francesco mi ha chiesto di sposarci eravamo sul Guadalquivir; quando ho deciso di tornare in Italia e non cominciare un master in Germania ero sulla Sprea, proprio dietro la Museumsinsel; ho capito di dover lasciare il mio vecchio lavoro mentre guardavo il Tevere da un ponte. La notte prima di ogni esame importante finisco sempre in orridi alberghi con vista fiume e zanzare annesse.

L’acqua dei fiumi corre veloce, l’acqua dei laghi rimane lì stagnante: ma rassicura, è come se ti abbracciasse. Nel paese in cui sono nata c’è un lago, nelle città in  cui sono cresciuta sempre un fiume. A Berlino avevo entrambi e potevo scegliere se guardarmi scorrere o crogiolarmi nell’immobilità.

Continua a leggere

I heard you looking

Alcune giornate sono semplicemente bellissime; si beve sangria nei parchi, si balla per strada, si cammina tanto, si riscoprono persone. In alcune serate sembra perfettamente logico perdere l’ultimo tram per andare a vedere da vicino la Fernsehturm, e aspettare che avvenga chi sa che cosa mentre sei ferma da sola sotto la pioggia.

Alcune volte ti svegli dopo una giornata perfetta e ti accorgi che il cielo è grigio, che fuori diluvia, che hai dormito poco e male, e che vorresti fare qualcosa di grandioso ma non riesci neanche a giocare col gatto. In quei giorni il mio cervello va in corto circuito, si fa prendere dall’ansia e inizia a snocciolare profondi quesiti che lo atterriscono.

Mi chiede dove sarò tra due mesi. Cosa farò a settembre. Cosa dovrei fare ora e cosa a settembre. Perché a tutte le domande che mi fanno rispondo non lo so. Perché non so mai niente.

Perché incontro sempre sugli autobus notturni persone con le buste del Lidl da cui sbucano dei porri. Perché se una ragazza francese abbina vestiti e colori a caso, sembra una fanciulla dall’eleganza distratta che spruzza francesità da tutti i pori. Perché se abbino vestiti e colori a caso, sembro una concorrente di Bauer sucht Frau, o Agnese Renzi che va a comprare le mele al mercato di Pontassieve.

Continua a leggere