(Un post che avevo dimenticato tra le bozze. Perdonate il momento D’Addio: se ve la siete persa trovate la prima puntata qui. Non è neanche troppo rilevante, ma leggetevela se avete tempo. Baci baci!)
Il mondo delle start up berlinesi è vasto e variegato. Ora, io non posso certo permettermi di dichiararmi un’esperta, e parlare con cognizione di causa delle singole situazioni. Senza vestire i panni di Manzoni narratore onniscente, posso tracciare però a linee generali un profilo comune a diverse aziende. Mi baso su quello che ho visto, e su quello che ho sentito dire. E pari funzioni più o meno così
La start-up è una repubblica fondata sullo stage (=manovalanza a basso costo)
Sei un giovane imprenditore, hai in mente un bel progetto, vuoi farlo fruttare
a) Cerchi di formare gente competente, che trascini l’azienda sulla via della grandezza
b) Ti circondi dei tuoi amici più cari, cui regali stipendi da paura, e vai avanti a stagisti/dipendenti a contratto non troppo pagati, che dopo un tot ovviamente cambieranno, stufi del trattamento.
So che volete rispondermi, ma il vostro parere è inutile ai fini di questo post, perché la start up sceglie la b. Si ma che senso ha formare qualcuno e poi mandarlo via? Non ci è dato saperlo. Si, ma i soldi ce li hai, ma assumere qualcun altro? No. Sì, ma qualcuno potrebbe fare carriera. No! Io appoggio Elsa, e mi schiero contro i contratti a tempo indeterminato a tutti i costi. Ma insomma, avere qualche assunto in più non è certo una vergogna. E avere qualche assunto in più che merita di stare dove sta sarebbe auspicabile (vedi punto 2)