L’ultima volta che sono tornata a casa ho riordinato i cassetti della mia stanza, e dal caos imperante è riemerso un quadernino fucsia custode delle prime 70 pagine di un romanzo storico ambientato in Russia che la sottoscritta aveva iniziato a quindici anni. Accanto a nomi presi in prestito dai grandi e a paroloni forbiti di altri tempi, campeggiavano ovunque dei pochi lusinghieri che col K, che affiancavano baldanzosi i cmq e i xsino.
Questo mirabile contrasto è quanto di meglio mi riesce immaginare per descrivere il mio stato d’animo di fronte a certi comportamenti dei Tedeschi, popolo simbolo della logica e della razionalità. Sapete tutte quelle storie che li vorrebbero quadrati (Praktisch. Gut.) e organizzatissimi, l’esatto opposto di noi latini che rotoliamo tondi nei video del Goethe-Institut?
Ecco, se passate a Berlino un tempo sufficiente, vi accorgerete che queste chiacchiere da bar non sono che dei vili gomplotti orditi dagli stessi media che vogliono farci credere che le sirene non esistono e che l’uomo è arrivato sulla luna; e siccome il mondo dovrebbe sapere come stanno le cose, ho deciso di elencare un paio di prove scientifiche che ci faranno rivedere le nostre posizioni sui campioni del mondo.
Perché qua, gente, le cose sono due: o i tedeschi non sono davvero così razionali, o i berlinesi non sono tedeschi; e se non siete d’accordo con me, allora spiegatemi cosa c’è di logico in una città che non sa assegnare ai palazzi i numeri civici seguendo un criterio qualsiasi, che sono tutta orecchie.