5.10.19

Mi sono sposata a tema Trenitalia: questo post, di conseguenza, non poteva che arrivare in ritardo. Ci ho messo un po’ anche a comporlo perché ero sotto messa in onda,  a essere sincera, ho fatto fatica a selezionare le cose da metterci dentro. Perché è passato un po’, ma mi sembra come cristallizzato nel tempo. Perché avrei tanto da dire e non so proprio da dove cominciare. Perché a volte le parole non bastano. E se provi a tradurre la felicità, corri il rischio di risultare banale.

Ci sono come delle cartoline che ho stampato davanti agli occhi. A un certo punto, sull’altare, ho abbracciato fortissimo Elisabetta che era lì, col suo pancione da ultimi giorni di gravidanza e il suo vestito meraviglioso, e io non capivo come fosse possibile che avesse fatto una cosa talmente grande per starmi accanto. In un momento imprecisato della serata è arrivata Giulia, direttamente da un’altro matrimonio, dopo non so quante ore di macchina, e forse non siamo nemmeno riuscite a farci una foto insieme. Per tutto il giorno volevo piangere, ma era come se la felicità mi invadesse superando persino la commozione. Mi sentivo in trance. Mentre adesso, se penso a mio nonno che si china per sistemarmi lo strascico, mi trasformo istantaneamente in una fontana.

Ne approfitto per dirvi che avevo uno strascico; e un velo lunghissimo. E un vestito talmente vaporoso che avrebbe potuto tranquillamente fare provincia. Io che volevo sposarmi con i pantaloni; o col tailleur e il cappello da diva, come Bianca Jagger.

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Cose che impari quando organizzi un matrimonio

Qualche settimana fa una ragazza che vive nel condominio in cui sono cresciuta, e in cui abitano ancora i miei, si è sposata. Un paio di sere prima del matrimonio il suo oramai marito le ha organizzato una serenata. Mentre tutto il vicinato cantava discutibili canzoni di Eros Ramazzotti, ho capito che quando dici al mondo che ti sposi succedono cose davvero bellissime. 

Può accadere che le tue amiche ti portino a Berlino dopo aver spergiurato per mesi che sareste andate a Scalea. Persone che non senti da una vita ti mandano messaggi carini (questo dipende in gran parte da mia madre, che non perde occasione di dare la notizia a chiunque incontri per strada). I tuoi colleghi ti organizzano gli aperitivi a sorpresa. C’è gente che fa piccoli regali inaspettati, c’è chi affronta viaggi chilometrici solo per poterti stare accanto.

Avverti, in generale, una certa partecipazione popolare al tutto: non  mi era mai accaduto, finora, di sentire “la società” intorno a me prepararsi così tanto a un evento che mi riguarda. Mi sembra di essere circondata d’amore a ogni livello.

Proprio ieri, mentre sistemavo i miei 4000 chili di vestiti (ho regalato qualcosa come nove sacchi neri di abiti negli ultimi due mesi, ma ho ancora 4000 chili di vestiti e nessuna idea su cosa indossare al mattino) nella mia casetta nuova, ho realizzato quanto mi senta perfettamente felice. Il pensiero di tutto quello che accadrà tra qualche giorno mi proietta in un’atmosfera magica.

Sposarsi è bellissimo. Organizzare un matrimonio, però, è un incubo in piena regola. 

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