Questo post dovevo scriverlo due giorni fa, ma poi non ho avuto accesso al computer. Per vostra immensa fortuna però, ho preso un sacco di appunti sull’agenda, quindi potrete sapere comunque nel dettaglio ciò che accade all’aeroporto di Schönefeld quando un aereo ritarda. Perché sì, mercoledì sera il mio stupido volo prenotato su quel sito con la grafica brutta arancione e pagato un patrimonio ha ritardato di due ore e mezza. Ed è stato mortale.
Mortale perché all’aeroporto di Schönefeld non c’è NIENTE. E con niente intendo che davvero c’è solo un duty free sfigatissimo, un posto che vende a prezzi maggiorati prodotti pseudo tipici, un Burger King, un pub orrendo e caro come il fuoco e un finto posto bio dove devi vendere il rene per pagare una banana. Un tempo di attesa prolungato in un luogo così vuoto e noioso implica necessariamente uno stress che non è facile descrivere. Specie se ci si trova circondati dai personaggi improbabili che sono soliti infestare gli aerei di tutto il mondo.
La vocina che annuncia il ritardo è fastidiosa. E manco si scusa. Da gente così persino Trenitalia può ancora imparare qualcosa. I tedeschi se la prendono col governo Merkel. Gli italiani pure. Poi i primi vanno a comprarsi un mezzo litro di Berliner Pilsner a tre euro e cinquanta, i secondi cominciano a vagare ininterrottamente borbottando maledizioni e facendo cose rumorose.