Qualche sera fa sono uscita per Genzano con i miei amici degli scout; erano anni che non vedevo tutti i miei amici degli scout, ed erano anni che non uscivo in orario serale per Genzano. Un momento così, lo capirete anche voi, meritava una foto degna di questo nome. Ma chi poteva scattarci una foto ricordo, in una piazza semivuota e piena di individui sospetti? Il braccio da papà Gambalunga di mio fratello, naturalmente, e un cellulare in modalità autoscatto.
Quando penso ai selfie, in verità, mi viene in mente proprio una cosa così: un gruppo di persone che immortala un bel momento con un semplice autoscatto. Nell’immagine compaiono tutti, non si scomoda nessuno, non si rischia di passare due ore a scegliere l’individuo adatto a ricevere il nostro prezioso apparecchio elettronico: semplice e veloce. Vittoria per noi.
I selfie se li fanno le star durante la notte degli Oscar, i Papa Boys con Papa Francesco, Bruno Vespa coi suoi ospiti in campagna elettorale, Angelona con calciatori e coppa del mondo, gli sposini giappi sui belvedere di Firenze. Secondo Matteo, se li fa anche l’Europa. E la marmotta che confeziona la cioccolata.