Avete presente quelle strisce in cui Zerocalcare si scusa coi lettori perché non pubblica mai niente, e decine di adulatori gli scrivono “tranquillo, non importa, sei sempre un figo” serbando un “devi morì male, borghese!” nel segreto dei loro cuori? Io sì, purtroppo, e ho paura che questo post possa assumere quel tono.
In questi giorni ho cinquemila cose da scrivere, ma il mio cervello è in stand by e riesce solo a produrre roba da pubblicare qui. Vi giuro che mi siedo, apro i documenti Word su cui dovrei lavorare e ad un certo punto, come per magia, non so più nulla. Allora mi dico “suvvia, trasforma in parole questa cosa stupidissima che ti è appena venuta in mente”, e senza neanche accorgermene, mi ritrovo ad ubbidire.
La verità è che non riesco più a capire in che direzione stia andando la mia vita, cosa voglio farne e dove sarò domani; sto dormendo in troppi letti, perché cambio città ogni due giorni e non faccio neanche in tempo ad ambientarmi che devo già ripartire. Quindi non chiudo occhio, sono stanca, non mi concentro, mi sento nervosa; ci provo a stare a galla, ma non ci riesco. Mi ero promessa di tornare a Berlino, non toccare alcolici per un mese, di andare a correre, di studiare tre ore al giorno, di scrivere e crearmi una routine in cui non fosse necessario vedere troppa gente.
E tac, un tubo ha deciso di scoppiare e sommergere d’acqua la nostra casa.