On se dit qu’à 20 ans on est le roi du monde

Volevamo andare al cinema, una sera, per vedere un film francese – Piccole bugie tra amici. Lo davano a Bolzano,  al Capitol, sala 2. Ore 20:15.

So dirlo con precisione perché ce l’ho, quel biglietto, attaccato in camera, su una bacheca. Il film al Capitol – sala 2 – quella sera non c’era e ce ne era un’altro – in sala 2 – ambientato in Russia. Sulla cultura Merja. Silent Souls, due persone in macchina, che attraversano la Russia, per seppellire una persona, secondo la tradizione, “facendo il fumo”, parlando di quella persona, dei ricordi , perché non muoia mai, perché sopravviva –  l’amore.

Con loro – in macchina – c’erano due uccellini in gabbia.

Alla fine del film eravamo contente, quasi più contente, di aver visto quello, non il film che avevamo scelto all’inizio.

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Un uomo si lamenta ad alta voce del governo e della polizia

Sono tre notti che sogno una guerra e mi sveglio di soprassalto col cuore che mi batte; sono tre notti che sogno di fare delle cose bellissime in clandestinità. Dovevo prendere un aereo per andare a Berlino; dovevo finire di scrivere un libro; dovevo leggere poesie ad un gruppo di persone. Al buio, in cantina, con la paura di essere colpiti. Da una bomba, da guerriglieri che bussano di porta in porta.

Io che scrivo su un cartellone giallo “Ritornava una rondine al tetto, l’uccisero, cadde tra spini”; un colpo di arma da fuoco. Io che esco, per andare in aeroporto e vedo persone morte per strada. Io che tento di arrivare a fine pagina e non posso, sono venuti a portarmi via, dobbiamo scappare.

La verità è che mi sto accorgendo che ci sono persone che condizionano la mia vita con il loro giudicarla. E non hanno nessun diritto di farlo. Io però li temo e mi nascondo, e nascondo le mie scelte. Oppure li ascolto e penso per qualche secondo di aver sbagliato tutto. E non è giusto, perché non ho sbagliato nulla, perché non devo vergognarmi di non essere l’amica, la persona che vorrebbero. Una cosa tossica di cui credevo di essermi liberata e invece no.

You wake up and you can’t pretend a dream was just a dream again

Sto bene, sto benissimo, sono felice, succedono troppe cose belle perché io non possa esserlo. E a volte succedono cose brutte e oscurano questo sole e uno pensa che l’autunno finisce e torneranno i prati, invece anche nel momento migliore le spine sotto pelle fanno male. Vorrei pensare solo a quanto di splendido mi sta succedendo, concentrarmi sulle novità, essere fiera di me stessa, tornare a scrivere cose ironiche e divertenti qui sul blog e invece appena ho un momento in cui il mio cervello non è occupato, bussano i fantasmi.

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