Sembrerà una storia inventata però: martedì 13 agosto non mi sentivo molto in forza e ho passato il pomeriggio sul divano a fare fotomontaggi con la mia gatta e scrivere “il post sulla gravidanza” dopo un anno che neanche aprivo l’editor del blog. Dovevo solo premere pubblica, ma sono andata in ospedale. Lo faccio ora mentre Riccardo, a tratti vegliato da Blue, fa il sonno più lungo di questi primi giorni della sua vita.
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Da quando mi sono trasferita in Alto Adige, ho totalmente rivisto la classifica delle categorie umane con cui pagherei per non avere nulla a che fare. Il podio, al momento, si compone così.
Al terzo posto ci sono i tifosi dell’Hockey Club Bolzano; al secondo, i titolari di ogni genere di esercizio commerciale sul territorio. Medaglia d’oro, per distacco, agli agenti immobiliari, poco simpatici a ogni latitudine, qui capaci di battere a ripetizione i record del mondo in discipline come “ignorare le e-mail”, “non rispondere al telefono”, “sparire proprio quando stai per appioppargli mille miliardi di euro”, “farti sembrare un poraccio“.
Ironia della sorte, ho dovuto dire a ben tre agenti immobiliari di essere incinta prima ancora di informarne i miei genitori, perché altrimenti non mi avrebbero mostrato case “con metratura eccessiva per due persone”. Ovviamente, di fronte all’annuncio, si sono sentiti tutti in dovere di fare commenti che esulavano totalmente dalla loro sfera professionale.
Perché quando comunichi di aspettare un mini essere umano, chiunque muore dalla voglia di dirti qualcosa; e quasi mai quel qualcosa “che bello, sono felice per voi”. Sui figli degli altri tutti hanno un’opinione e devono condividerla assolutamente. Mai mi ero sentita tanto vicina al commissario tecnico della nazionale di calcio. Nel mare magnum, uno dice, almeno qualche consiglio utile arriverà: e invece no. Perché in pochi altri ambiti della vita sembra valere così tanto la regola del vale tutto.