Sono stata, da sola, nei luoghi che amo. Nei posti in cui sono cresciuta. Ho provato – davvero – a guardarli più piano, come li guardi quando sei innamorato. Ho fermato momenti già fermi nel tempo, tra vicoli bui che non batte nessuno.
Ho seguito un piccione, ho inseguito due gatti, ho letto -per bene- i menù, sulle porte. Ho fissato il lago, lontano, dall’alto. Ho giocato di luci. Di nubi. Riflessi.
Ho tracciato percorsi da ridire a chi amo. Mi sono rivista -chiaramente- passata.
Sono stata, da sola, nei posti che amo. Ho ripreso quei posti -fissati- passati.
C’è un bar – posto nuovo- con quattro archi verdi. Di archi, a Perugia, ne vedo ogni giorno.
Ho ascoltato- a Genzano- parole in tedesco. Camminavo in salita, seguendoli, piano.
Uscita da scuola, quando ero bambina, passavo di qui, per la biblioteca.
Una volta, a Berlino, ero andata a Spandau. La cittadella era tutta ghiacciata. Con Matilde e Martina eravamo rimaste, a fissare il Wannsee, chiacchierando, sull’erba.
Sono andata -da sola- nei luoghi che amo. Cercando passato e trovando futuro.
Ho provato a guardarli un pochino più piano, come se fossi una bimba, tedesca.
Ho scoperto che i luoghi diventano nuovi se pensi – ci penso- a portarci chi ami.




Ho scoperto che i luoghi diventano nuovi se pensi di portarci chi ami.
È esattamente quello che sto pensando anch’io ultimamente.
In maniera ossessiva.
❤